Seguendo le orme… delle Ciampate del diavolo

In dialetto locale “ciampata” vuol dire “impronta“. Per secoli, in una piccola località boschiva ai piedi della caldera ormai spenta del vulcano di Roccamonfina, la popolazione locale si tramandava la leggenda di quelle impronte sataniche lasciate impresse nella lava solidificata. Una storia che è sopravvissuta al tempo, arrivata intatta fino ai nostri giorni e, come è noto, ogni leggenda ha sempre un fondo di verità. La verità su questa storia è arrivata nel 2001, quando due ricercatori, il dott. Adolfo Panarello e il dott. Marco De Angelis, hanno iniziato ad occuparsi delle orme di Lucifero con un approccio scientifico, coinvolgendo nell’analisi anche il prof. Paolo Mietto, docente di stratigrafia dell’Università di Padova e primo divulgatore di impronte fossili di dinosauri in Italia.

Le orme del Diavolo si trovano nella località denominata Foresta, ai piedi del vulcano spento di Roccamonfina (l’ultima eruzione risale a più di 50mila anni fa), nel comune di Tora e Piccilli, area compresa nel Parco regionale di Roccamonfina – Foce del Garigliano. In realtà si tratta delle orme umane più antiche del mondo. Appartengono all’Homo Heidelbergensis, ominide che viveva nella zona circa 350 mila anni fa. Per riportare alla luce le impronte fossili oggi visibili, è stato necessario un lavoro lungo e meticoloso di scarnificazione dagli strati di terreno e materiali di origine vulcanica che le ricoprivano. Si stima che numerose altre piste potrebbero essere celate intorno al sito archeologico attualmente circoscritto, nascoste nella vegetazione o al di sotto del terreno.

Le Ciampate del Diavolo sono state così studiate e repertate. In un primo momento sono state isolate 56 impronte, con una dimensione media di circa 10 x 20cm, relative quindi ad un ominide alto circa 160cm, che oggi calzerebbe una scarpa n. 35/36. Le orme si dispongono su tre piste lungo un pendio in discesa.

Le piste sono state contraddistinte in

  • Pista A: lunga 13,40 m. È formata da 27 impronte disposte a zig-zag.
  • Pista B: lunga 8,60 m con 19 impronte disposte in linea retta e la
  • Pista C: lunga 9,98 m, formata da 10 impronte.

Dopo 2 anni di studi e comparazioni, nel 2003, l’equipe di ricerca del prof. Mietto è arrivata alla conclusione sensazionale che si tratta di orme appartenenti ai progenitori dell’Uomo di Neanderthal ovvero dell’Homo erectus europeo (probabilmente Homo Heidelbergensis). Si tratta delle orme umane più antiche mai rinvenute al mondo. La scoperta di rilevanza mondiale è stata annunciata dalla rivista Nature con un articolo pubblicato il 13 marzo 2003. Oggi è disponibile anche una Guida intitolata “Ciampate del diavolo. Le impronte dei primi uomini sul vulcano Roccamonfina” edito da Spolia (collana Paesaggio e Memoria).

libro sulle ciampate del diavolo Per saperne di più consigliamo l’ottimo libro “Ciampate del diavolo. Le impronte dei primi uomini sul vulcano Roccamonfina.” in vendita su IBS.

Cosa raccontano oggi le orme del Diavolo

Le Ciampate del Diavolo si possono andare a vedere. Il sito si raggiunge a piedi, lungo un sentiero erboso, sovrastato da pareti di tufo ricoperte di vegetazione. Ai piedi del visitatore, un rigagnolo di acqua color bianco verdastro scorre silenzioso, acqua ricca di sali minerali (magnesio, potassio, bicarbonato) che risale in superficie dopo essere stata filtrata e arricchita dalle rocce calcaree del vulcano spento di Roccamonfina; acque da cui ha origine anche la famosa Ferrarelle.

Le orme fossili umane più antiche al mondo, si susseguono lungo un pendio scosceso, dall’alto verso il basso. Studiando i materiali del suolo in cui le impronte sono rimaste imprigionate (Tufo Leucitico Bruno), si è potuto risalire ad una datazione compresa tra 385mila e 325mila anni fa. Quando un gruppo di ominidi è passato dalla località di Foresta in quel periodo, la lava andava solidificandosi, ma era ancora plastica e calda. Dalla conformazione e dalla successione delle orme, si capisce che il gruppo si avviava tranquillamente verso i piedi del vulcano, attraversando questa zona di terreno plastico in cui gli ominidi hanno lasciato le loro impronte, alcune delle quali conservano il calco esatto della pianta dei piedi, del tallone, del plantare (caratteristica unica dei piedi degli umani) e di alcune dita. Alcune orme sono dei canali calcati nel suolo come a dire che qualche esemplare di Homo erectus, scendendo, è scivolato, strisciando con il tallone. In alcuni punti sono visibili anche calchi di mani, le quali hanno fatto pensare alla possibilità che gli ominidi, scivolando, si siano aiutati proprio con le mani per non cadere. La linea obligua in cui si muovono le orme degli ominidi, rispetto al pendio ripido e alla possibilità di cadere, sta ad indicare come fossero già evoluti i loro processi mentali, capaci di valutare la presenza di un problema e di elaborare strategie di soluzione del problema stesso.

Come visitare il sito

Il sito è chiuso al pubblico. Per visitarlo è possibile contattare l’associazione culturale “Le Orme” per prenotare una visita guidata.

Documentario

La Scuola di Tora e Piccilli ha realizzato un documentario sulle ciampate del diavolo, il video, in 4 parti, è disponibile sul canale youtube di Luigi Nappa:

 

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 5.0/5 (4 votes cast)
Seguendo le orme... delle Ciampate del diavolo, 5.0 out of 5 based on 4 ratings
Anto Lanfredi liked this post
Dove siamo
Sulla strada
Indicazioni stradali
Inserisci un indirizzo per calcolare il tragitto e la distanza:
Collegati con::

Lascia un Commento